Comunità Stranaidea
La comunità terapeutica residenziale Stranaidea opera dal Maggio 1997 in stretta collaborazione con i Servizi per le Tossicodipendenze del territorio nazionale.
Svolge un intervento professionale nei confronti di una utenza precisa e ben individuabile: il minore e il giovane adulto con problematiche di tossicodipendenza ampie e diversificate.
L’attività della comunità Stranaidea è stata pensata, progettata e creata attraverso un lungo e qualificato lavoro di analisi e di ricerca. Vuole essere una sfida e una meta. Su tutto il territorio nazionale è molto esiguo il numero delle strutture terapeutiche rivolte al supporto di questa particolare e complessa tipologia di utenza.
La comunità si pone per i Ser.T come una risorsa innovativa e puntuale, destinata al giovane tossicodipendente e disponibile a un intervento comunitario, al fine di allontanarlo dal territorio d’origine e dalla cultura dominante quando queste rappresentino una fonte di devianza e di comportamenti autodistruttivi.
Presentazione
Dove si trova: la comunità Stranaidea è situata a Torino in via Onorato Vigliani 104, nella zona sud della città.
La struttura: l’edificio che ospita la comunità è strutturato in modo da riprodurre il più possibile un contesto familiare, ricreandone il clima di calore ed intimità. La comunità può ospitare al massimo 9 tra ragazzi e ragazze, in stanze da due persone.
Dov’è collocata: la comunità si trova al centro dell’area verde del parco Colonnetti insieme ad altre strutture dedicate al reinserimento sociale e all’accoglienza di mamme con bambini in difficoltà ed ad un centro equestre dedicato prevalentemente all’ippoterapia. Alle spalle dell’area si trova il Centro Sportivo Universitario.
Tipologia di utenza
Il presupposto alla base del progetto è la convinzione della necessità di proporre un’alternativa alla comunità terapeutica per adulti, nella quale il giovane e il minore faticano ad integrarsi e nelle quali i loro bisogni di adolescenti trovano spesso poco spazio.
È quindi anche nostra convinzione, oramai condivisa anche dal mondo scientifico, che l’adolescenza non possa più essere ristretta entro i limiti anagrafici del diciottesimo anno di età. Il percorso di maturazione ed individuazione di ogni ragazzo è oramai condizionato da vincoli sociali, psicologici e culturali che spostano ben oltre i 18 anni il momento del passaggio all’età adulta.
Allo stesso tempo ci vogliamo porre in alternativa alle comunità esclusivamente pedagogiche per minori e giovani adulti, che si pongono maggiori finalità di tipo educativo rispetto a obiettivi specificatamente terapeutici e riabilitativi, non risultando pertanto strutturate ed organizzate per porre attenzione alle istanze terapeutiche avanzate da un ragazzo con problematiche di tossicodipendenza.


