Le testimonianze dei volontari
Le società scriveva il filosofo francese Emmanuel Mounier, possono anche moltiplicarsi e le comunicazioni possono persino ravvicinare membri che, poco prima, apparivano lontani. Ma non è possibile l’esistenza di alcuna “comunità in un mondo in cui non c’è più prossimo e dove non rimangono che dei simili e, soprattutto dei simili che non si guardano”.
Non solo in Italia, in tutto il mondo: dove regnano i consumi sino ai ghetti della fame e del disagio i volontari sono il vero tessuto connettivo.
Il volontariato è solidarietà, espressione di sensibilità estrema. E’ una scheggia di luce all’interno dell’animo umano. E’ il guardare ogni uomo, nella sua diversità e molteplicità come proprio fratello di sangue, di origine.
E’ il soffrire, autenticamente, le sofferenze dell’altro. E’ l’accettare con rispetto le altrui libertà individuali senza giudizi e pregiudizi. E’ l’attitudine e la curiosità di decifrare la cifra insondabile dell’animo umano. E’ la volontà filantropica di dedicarsi agli altri.
“Ho conosciuto ENZO B attraverso il tirocinio di psicologia, dedicato all’Ippoterapia, che ho praticato nel maneggio all’interno del villaggio dell’associazione – dichiara Elisa N. volontaria di ENZO B – e successivamente ho continuato, a titolo di volontariato, l’attività di ippoterapia affiancata dalla responsabile per due giorni a settimana”.
Elisa è una giovane studentessa di psicologia, prossima alla laurea che si è “scoperta” volontaria strada facendo: “l’esperienza di volontariato nell’ambito dell’ippoterapia mi ha insegnato ad essere a disposizione al di là del lavoro e che non esiste un lavoro che non sia degno di essere svolto”.
Elisa parla con sobrietà, arrivando nel cuore della questione: “considera, poi, che l’ippoterapia si rivolge prevalentemente ai bambini con disabilità fisiche o intellettive per cui si instaura con i nostri utenti un forte legame affettivo, emozionale ed empatico.”
Il volontariato aiuta in primo luogo chi lo fa. E’ il piacere di dare senza ritorno.
“La cosa più bella che ricordo da quell’esperienza – conclude con entusiasmo Elisa – è il sorriso della persona che ti aspetta, quando arriva cerca proprio te e il legame che si crea è impagabile".
Il volontariato è sempre esistito, è responsabilità, partecipazione. L’organizzazione che lo supporta è estremamente utile ed efficace anche perché finisce per sopperire alle aree in cui il pubblico non arriva e non può arrivare. Ma, occorre sottolineare che oltre a integrare, esso costituisce un vero e proprio valore aggiunto.
“Aiutare gli altri è un dovere e lo spirito solidaristico del volontariato dovrebbe essere insegnato ai propri figli– esordisce al telefono con decisione la signora Barbara M. volontaria e mamma adottiva tramite ENZO B di una bellissima bambina di nome Viola Lan – beh diciamo pure che ENZO B è nel mio cuore e lo sarà per sempre perché ci ha fatto un regalo meraviglioso: la nostra splendida bambina alla quale insegnerò fin da subito i valori essenziali del volontariato”. La signora Barbara M. parla tutto d’un fiato, senza tentennamenti, con allegria: “ho aiutato l’associazione ENZO B nella gestione dei banchetti di piazza in occasione dell’evento denominato Halloween Aid per finanziare un progetto in Africa. E’ stata un’esperienza nuova, non facile a causa della diffidenza della gente, ma estremamente gioiosa e gratificante”.
L’auspicio è quello che lo spirito solidaristico del volontariato e del privato sociale possa fornire nuovi ed aggiuntivi stimoli ed energie al lavoro complesso di promozione del benessere delle comunità e in esse, in particolar modo, dei soggetti più deboli.
“Ho sempre fatto attività di volontariato in passato: in parrocchia, presso la Croce Rossa e adesso con ENZO B – parla Lorenza R. neo mamma adottiva – diciamo però che l’attività di volontariato con ENZO B è stata per me quasi terapeutico perché ha contribuito ad accorciare le distanze, a superare il periodo di attesa per l’incontro con la mia futura bimba adottiva. Anche perché l’impegno all’interno dell’associazione consiste nello scrivere a mano le letterine di proposta da inviare per l’attivazione del sostegno a distanza. Anche questo è un modo per avvicinarsi ai bambini che non possono essere adottati”.


