Il cielo sopra Torino dalla mongolfiera di Borgo Dora

Ad aprile partirà il progetto, curato dall’associazione Enzo B

Una mongolfiera a Borgo Vanchiglia nel 1910 Ci sono destini che non inseguono gli uomini, ma i luoghi. Nella Torino pioniera della nascente aeronautica italiana, un luogo del destino è Mirafiori che, col suo ippodromo, ha offerto pista al decollo del primo aereo italiano. Era il 1909 e l’aereo era della ditta Spa di “Faccioli Ingegner Aristide Torino”. L’acronimo “Fiat”, stampato sui muri di quella fabbrica rilevata qualche anno dopo da Giovanni Agnelli, ebbe poi una durevole rinomanza.
Solo due anni dopo, nel 1911, nasce il primo aeroporto della Città, ancora a Mirafiori, sulla superficie di quello che oggi è il parco Colonnetti.
Invece per il primo volo di linea italiano (primo aprile 1926), bisognò spostarsi sul Po, vicino a Ponte Isabella da dove gli idrovolanti Cant andavano e venivano da Trieste con 50 chili di posta e quattro passeggeri più il pilota.
Che cosa tutto questo abbia a che vedere con l’associazione Enzo B, (adozioni internazionali, comunità per minori tossicodipendenti, accoglienza per madri e bambini in difficoltà, servizi per persone con disabilità, ippoterapia), è presto detto: un luogo storico, il parco Colonnetti,già aeroporto Gino Lisa, e precisamente l’angolo di via Onorato Vigliani con via Artom, dove l’associazione ha sede. E poi il suo ex presidente, ora dirigente, Stefano Bernardi, imprenditore sociale e pilota di mongolfiere.
Nasce da questo improbabile incrocio di microstoria locale e di passioni personali, l’idea di un pallone frenato che alzi su Torino, ultima arrivata nel gotha delle città turistiche italiane, una trentina di persone alla volta, offrendo emozioni aeree e invidiabili scatti fotografici.
A contrariare il genius loci del parco Colonnetti, c’è però l’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) che per rgioni di sicurezza dei voli civili, nega al pallone ad elio lo storico pratone.
La mongolfiera a Borgo Dora
Per Enzo B e gli altri soci di questa avventura, la Vegetalprogress e una ventina di piccole ditte, si trattava di trovare un altro decollo. E qui la storia torinese sembra voler scherzare: un pallone? Ma certo il posto giusto è il Balôn, l’antico sferisterio della Città. E ora l’Enac è d’accordo.
Sarà dunque dai giardinetti intitolati al cardinale Pellegrino, di fronte all’Arsenale della pace di piazza Borgo Dora, che ad aprile il pallone turistico comincerà a salire e scendere da quota 150 metri. Prezzo previsto per il biglietto intero, attorno ai quindici euro.
Un potente argano, vincendo le cinque tonnellate di spinta dell’aerostato, consentirà di salire e scendere dal punto di osservazione più alto della città. Molto più alto dei 72 metri del campanile di Santa Zita recentemente inaugurato che, a sua volta, per il dislivello altimetrico tra il borgo San Donato e il centro supera di poco gli 89 metri dell’osservatorio sulla Mole Antonelliana.
Il costo del pallone è di un milione di euro, finanziato in parte con fondi della legge regionale 4 del 2000, serviti anche per l’acquisto dei due battelli fluviali della Città.
Qualche preoccupazione di natura economica sull’operazione è stata espressa con una interpellanza, nei giorni scorsi, da Fabrizio Ricca, della Lega Nord. L’assessore Ilda Curti, nel rispondere, ha assicurato che l’operazione non comporterà costi per la Città: il canone annuo per l’occupazione del suolo pubblico, circa 13.000 euro, sarà ridotto del 30%, ma i gestori, in compenso, manterranno in ordine i giardini.
Intanto alla Enzo B. sono ripartiti con un nuovo progetto di cui Bernardi, per ora, tenta di difendere il segreto. Ma indovinare i sogni di un appassionato di volo non è difficile… fin dai tempi di Leonardo da Vinci che soleva dire: “Una volta che avrete imparato a volare, camminerete sulla terra guardando il cielo perché è là che siete stati ed è là che vorrete tornare”.

Silvio Lavalle

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